Citazioni in italiano

NOTA: Le citazioni che seguono sono riportate come spunti di riflessione e discussione. Esse non rispecchiano necessariamente le opinioni della redazione di questo sito e in alcuni casi sono in contrasto con esse.


Etica Razionale (da Wikipedia)

Da sempre il secondo passo che ha dovuto affrontare la filosofia è stato quello di costruire un codice di comportamento razionale, che fosse razionalmente etico. Molte religioni hanno un un codice etico (morale) di comportamento “preconfezionato” da seguire. La filosofia studiando anche questi codici ha provato a verificarne la razionalità del precetto per provarne la logicità. Per fare un esempio, il precetto non si uccide il prossimo è solo un’imposizione (morale) o c’è una ragione logica perché non si deve uccidere?

Lo studio di queste ragioni porta alla strutturazione (in evoluzione) di un’etica razionale.
Non è stato facile, e non è facile, poiché anche la razionalità segue il momento storico e ambientale. Costruire un codice di comportamento rigoroso a priori dal contesto è una impresa ardua.

La razionalità, vista come pura aplicazione di un metodo (scientifico) di ricerca del vero e del logico, spesso fallisce, perché l’uomo non è solo ragione, anche se è una delle cose che lo contraddistingue in natura.

Per fare un esempio: nel mondo greco se il padre non riconosceva un figlio lo buttava giù dalla rupe dell’Acropoli, oggi per noi sarebbe follia pura, per i greci non lo era.


Percorsi dell’etica contemporanea (di Chiara Di Marco da Google Books)

…All’etica della reciprocità. che gli sviluppi della società tecnologica rende ormai inadeguata, occorre dunque sostituire un’etica della responsabilità, in grado di valutare gli effetti a lungo termine prodotti dall’agire dell’uomo tecnologico. Il modello dell’etica della responsabilità è costituito dall’etica familiare, dove non vige appunto il principio della reciprocità ma quello della responsabilità. Ciò a causa della totale asimmetria nel grado di responsabilità che esiste ad esempio tra adulti e bambini, o tra il padre e la madre da una parte e la prole ancora da venire al mondo dall’altra, e nei cui confronti comunque genitori responsabili già avvertono dei doveri.
In passato il modello dell’etica della responsabilità era stato giustificato soprattutto dalla religione. Ma la secolarizzazione, che ha indebolito il peso pubblico delle idee religiose, ha oggi sottratto alla religione il compito della giustificazione dell’etica. Questo non esime tuttavia l’etica dal dovere di riconquistare il suo ruolo di giustificazione dell’agire dell’uomo, anzi, essendo venuta meno l’influenza della religione sul piano dell’agire dell’uomo, rimane solo l’etica razionale a portare il peso di fondare la responsabilità etica. “Una religione che non c’è non può sgravare l’etica dal suo compito; e mentre si può dire di quella, in quanto dato di fatto che determina l’uomo, che esiste o meno, l’etica si trova nella necessità di esistere. E deve esistere perché gli uomini agiscono e l’etica mette ordine nelle azioni e regola il potere di agire”. La fede religiosa sarebbe dunque il partner ideale dell’etica, ma. non essendo oggi “disponibile su ordinazione”, non resta altro che fare appello alla ragione e all’etica razionale della responsabilità: questa sì, al contrario della religione, può essere in un certo senso “incomodata a richiesta”, poiché la fede è una libera scelta, mentre non viene mai meno per l’uomo il dovere di agire razionalmente”. …


Psicologia ed educazione in L. Kohlberg: un’etica per la società complessa
(di Renata Viganò, da Google Books)

.. L’ipotesi di un fondamento razionale universale della moralità costituisce al tempo stesso l’assunto originario, il criterio-guida e altresì un risultato fondamentale della teoria del Kohlberg. A suo giudizio, individui e società palesano una tensione razionale a individuare principi morali suscitanti il consenso comune, atti a regolare con equità la convivenza umana e, per ciò stesso, degni di costituire oggetti privilegiati della riflessione e dell’attività educativa.
La giustizia assurge a valore esemplare e universalmente condivisibile: questa, tuttavia, non rappresenta un ideale astratto, bensì un principio formale concretantesi nelle quotidiane scelte personali. Essa, pertanto, anche se costituisce il fattore primario nell’economia del giudizio morale individuale, non esaurisce l’ampiezza e la profondità della sfera personale implicata nei processi di ragionamento etico. Motivazioni complesse, variabili soggettive e ambientali, condotte orientate a valori ultrarazionali contraddistinguono la reale esperienza umana dinanzi ai problemi morali. Esse, tuttavia, non contraddicono la centralità del principio di giustizia bensì concorrono all’umanizzazione di questo, nella naturale problematicità del pensare e dell’agire umani.

La possibilità di un ‘etica razionale universale

Numerosi studi oggi condotti intorno ai valori morali nello sviluppo e nell’educazione dei giovani, osserva il Kohlberg. mettono in risalto la funzione dell’ambiente sociale e culturale nella formazione morale dell’individuo. La scarsa chiarezza concernente gli aspetti fondamentali dell’etica provoca incertezza negli educatori, i quali sollecitano l’attenzione degli alunni su argomenti superficiali e di limitato interesse.
Il panorama della riflessione etica attuale è eterogeneo: per alcuni l’essenza della morale è irrazionale o convenzionale, altri cercano invece d’individuare punti di riferimento oggettivi a fondamento della moralità. Società differenti adottano diverse pratiche di vita, legate al codice morale assunto. Alcuni tuttavia lumeggiano la possibilità di reperire principi etici universali, anche se interpretati in modo differente. li Rawls, per esempio. propone una «teoria della giustizia» come strumento generale per elaborare un sistema morale e per valutare orientamenti etici particolari. J. Habermas considera invece un’etica del discorso» ed esamina alcune fondamentali regole procedurali del discorso morale; il dialogo e la comunicazione, a suo giudizio, esprimono la tendenza umana a coordinare le esigenze individuali entro sistemi di azione organizzati a livello sociale. La necessità di manifestare il modo di vedere personale e di soddisfare i bisogni del singolo va connessa con la ricerca di equilibri comunitari: ciò postula il rispetto delle regole che consentono la comunicazone e l’attenzione alle trasformazioni storico-sociali. …


Alcune risposte alla domanda “I credenti hanno valori morali migliori di quelli degli atei o non credenti?” (Da Yahoo Answers)

Non credo che i credenti abbiano dei valori superiori agli altri, ma non credo che tutti siano abbastanza intelligenti da poter rimanere senza una religione. Le persone intelligenti non fanno del male agli altri perché capiscono che non è giusto, che non è umano ecc… Le persone ignoranti non fanno del male agli altri perché temono il castigo divino. Cosa credi che capiterebbe se un branco di questi ignoranti si ritrovasse un giorno senza Dio?

Ci sono studi sociologici americani (non opinioni) che dimostrano che nelle carceri la % di atei è minore alla % di atei nella popolazione generale, il che vuol dire che gli atei delinquono di meno. Inoltre gli atei hanno nel complesso miglior punteggi in cultura generale e Qi nei test, e sappiamo che intelligenza porta bontà quindi…

Non è una questione di religione…è una questione di moralità. Io sono credente, ma spesso ho visto degli atei con una moralità, umanità e misericordia maggiore di quella dei cristiani, che a volte si rivelano intransigenti e bigotti.

Non credo, spesso la fede diventa una scusa per legittimare atti di puro odio, molte delle azioni più orribili sono state compiute in nome di Dio. Qualsiasi religione è un mezzo per istigare l’ odio verso le persone ideologicamente diverse, nessuna esclusa…


Dal blog di Pierangelo Raffini

Personalmente ritengo l’Etica una cultura che va coltivata e non un codice che va rispettato, pertanto non cerco di applicare un codice Etico alla mia vita, ma cerco di comportarmi nella vita secondo un’Etica, una Morale dei Valori che sento miei.

L’Etica può essere descrittiva se descrive il comportamento umano, mentre è normativa, o prescrittiva, se fornisce indicazioni … Può essere anche soggettiva, quando si occupa del soggetto che agisce, indipendentemente da azioni od intenzioni, ed oggettiva, quando l’azione è relazionata ai valori comuni ed alle istituzioni.

L’ Etica si basa, a mio parere, su alcuni principi fondamentali: il rispetto del mondo naturale, della vita e della persona umana con la sua dignità, il rispetto delle idee altrui, la tolleranza (non a tutti i costi, tollerare chi è tollerante, base del punto sopra), l’accettazione dell’altro, il dialogo aperto tra gli uomini, la compassione, la solidarietà e la fratellanza tra tutti gli uomini, il rispetto per l’altro. Qualsiasi atteggiamento o presa di posizione che arrechi danno o turbi la serenità di un’altra persona o della Società in cui si vive non può trovare giustificazione o tolleranza. Tutto si basa sul reciproco rispetto. Aggiungo che il mondo potrebbe essere migliore se si applicano questi principi nella vita profana.

personalmente sento sempre più la necessità di vivere e condividere la mia vita, con persone che siano affini a quanto sopra esposto e che manifestino un atteggiamento ancor più attento e rigoroso a questi principi comunque universali.


Alcune risposte alla domanda “Il decadimento dei valori morali da cosa dipende? (Da Yahoo Answers)

Dall’insegnamento dei genitori che non sono capaci di negare qualcosa ai figli e questi ultimi hanno sempre la pappa pronta

… Io penso che sia un naturale sviluppo della società che azzera certi valori,che non sono scritti nel nostro DNA

Da tanti fattori, ma essenzialmente dall’avvento del consumismo.

Quando i presupposti diventano faticosi a mantenere. Qualsiasi civilizzazione ce lo insegna, quando c’è potere, denaro, benessere non ci importa più avere ideali di patriottismo, religiosi, etici ecc…..tanto a che servono?

I valori morali non sono altro che stupidi principi fatti per inquadrare gli uomini, per sottometterli, per controllarli! Che cos’è la morale se non una legge (anche l’etimologia lo dice) a cui tutti noi dobbiamo ubbidire “perché è bene così”? Chi decide cos’è il bene o cosa il male? La morale è qualcosa di imposto da qualcuno al di fuori di noi stessi. Per troppo tempo l’uomo ha delegato ad altri il suo sentire. Se la nostra società fosse basata sulla libertà ed il sentire di ogni individuo, sarebbe un mondo migliore.


Risposta alla domanda “Educazione, cultura, disciplina e valori morali: siamo allo sfascio?” (Da Yahoo Answers)

Secondo me manca la disciplina, sia a scuola che in famiglia. I genitori stanchi al rientro dopo una giornata di lavoro magari concedono ai figli tutto per non sentirli lagnare, a scuola non ci sono più maestre o professori che amano veramente il loro lavoro, lo devono fare e basta e quindi fin da bambini ottengono tutto senza fare niente senza capire le cose.


Joseph Ratzinger sul relativismo morale (da Wikipedia)

Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie. Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. È lui la misura del vero umanesimo.

Se il progresso per essere progresso ha bisogno della crescita morale dell’umanità, allora la ragione del potere e del fare deve altrettanto urgentemente essere integrata mediante l’apertura della ragione alle forze salvifiche della fede, al discernimento tra bene e male. Solo così diventa una ragione veramente umana. Diventa umana solo se è in grado di indicare la strada alla volontà, e di questo è capace solo se guarda oltre se stessa. In caso contrario la situazione dell’uomo, nello squilibrio tra capacità materiale e mancanza di giudizio del cuore, diventa una minaccia per lui e per il creato.